lunedì 4 febbraio 2008

ALLENATORE … UN PO’ DELUSO

È finita l’avventura dei regionali per le mie “piccole” U18 che, nonostante avessero tutte le capacità/possibilità di vincere la partita, si sono perse in un bicchier d’acqua; penso che neppure Babbo Natale riesca a fare tanti regali tutt’insieme. Ma la delusione più grande non è stata relativa al punteggio bensì all’atteggiamento delle ragazze che, a differenza della bella partita giocata a Solbiate tre settimane fa, non sono entrate in campo da squadra, sia all’andata che al ritorno. Sembravano unite ma molte di loro erano pronte a soppesare in maniera diversa ogni errore: i propri non contavano, quelli delle altre li facevano pesare. Quando in una squadra c’è qualcuno che vuole sentirsi indispensabile, e vuole anche farlo pesare, si rischia di disfare la squadra; ognuno è importante in ogni momento di una stagione sportiva, dall’allenamento alla partita, dai momenti di gioia a quelli di sconforto. Non è se una ragazza gioca tutta la partita, metà, qualche punto o nulla che si determina il valore di ciascuna! In partita, purtroppo, il decidere la formazione, i cambi, quello che è meglio fare per la squadra, non è assolutamente facile e l’allenatore se sbaglia è da solo … Non è bello sentirsi additati, criticati ed a volte insultati per delle scelte prese, soprattutto se chi si comporta così non si è mai trovato da questa parte! Certo, spesso chi parla così non è mosso da buon senso ma soltanto da uno stato d’animo del momento, magari deluso per una sconfitta, ma a volte, prima di sparlare, è meglio parlare e chiarire bene. Sono sicuro che se le ragazze avessero vinto e non perso, probabilmente non avrei sentito le critiche che mi sono state mosse … ma ho le spalle grosse ed incasso anche questa. Permettetemi poi un appunto alle “prime donne” della squadra, a coloro che “ehi, non è mica colpa mia”, a coloro che quando sbagliano ci ridono sopra come niente fosse, a coloro che, visto che non sbagliano mai, quando non fanno punto o “regalano” il punto alle avversarie è perché qualcun’altra ha sbagliato prima … Beh, è meglio se cambiate registro, se evitate di trovare ogni volta una scusa per ogni situazione; potete fregare una mamma che non capisce di pallavolo e non un allenatore che, prima di voi, ha provato e continua a provare le stesse situazioni in campo, che sa cosa vuol dire non sprecare una palla alzata male e che, se lo fa, se ne prende la colpa e non trova una scusa … Rivolgendomi alle mamme che mi chiedono di urlare ed arrabbiarmi un po’ di più beh, chiedo di credere in me per come ho sempre fatto; ho ancora tanta fiducia in queste ragazze e nel modo in cui ho scelto di allenarle fino ad ora, con qualche urlata ma senza esagerare. Ok, ci è sempre mancato il “colpo del KO” ma siamo anche riuscite ad arrivare un po’ più di quello che in partenza si pensava; quest’anno, il primo nella categoria U18, con due squadre in girone di età superiore e più forti di noi almeno sulla carta, siamo riuscite a qualificarci lo stesso e poi abbiamo tenuto testa ad una squadra più quotata di noi. Penso che valga la pena continuare su questa strada, certo con qualche accorgimento, ma è così che questo gruppo sta insieme oramai dalla prima media continuando a crescere e, ne sono sicuro, pronto a dare tante e tante altre soddisfazioni. Per ottenere e dare tante altre soddisfazioni, però, serve da parte di tutte un qualcosa in più, una voglia di migliorare che, a volte, sembra non esserci; in allenamento dobbiamo accettare le osservazioni dell’allenatore e mettere in pratica tutto quello che ci viene detto. Un esempio su tutti: “alza il braccio sinistro quando vai ad attaccare” … “ma non mi viene”; beh, non voglio più sentire frasi del genere, se viene detta una cosa, DEVO farla riuscire a qualunque costo. Non mi importa se un esercizio possa sembrare noioso, quello che mi interessa è che tutte lo facciano mettendoci il massimo dell’impegno, solo con tanta abnegazione riusciremo a migliorare e non dipende dall’allenatore ma da quello che ogni singola ragazza vuole! Concludo come la scorsa volta sperando che, adesso, questa frase entri bene nella testa di tutte e … buona continuazione e buon primaverile a tutte!!!
"Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un'opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre. Impossibile non è per noi!"

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