mercoledì 16 maggio 2007
1 MESE ...!!!
Cavoli, sembra ieri che le ho chiesto di sposarmi, ed ora manca solamente un mese al fatidico giorno! 16 giugno 2007, una data che segnerà per sempre la mia/nostra vita ... e quella dei nostri cari! Già mia mamma, stamani, aveva quel "sorriso con magoncino" perchè fra un mese sarà l'ultima volta che "sarò suo"! Mio papà, invece, aveva quel sogghigno che sembrava dire "Mo ti tocca ..."! E poi penso a tutte quelle cose che ancora dobbiamo fare e per le quali continuiamo a dire "Ma si, c'è tempo" ... ma i giorni passano inesorabili, e quasi mi viene da dire "Speriamo di riuscire a finire tutto"!Venerdì andrò a fare la "prova vestito" per vedere se tutto è ok, così anche quel capitolo si può chiudere. Poi sarà la volta dei materassi, altrimenti non c'è dove "sdraiarsi" la prima notte; quindi delle cose per il bagno: specchiera, box doccia, mobiletti ed accessori vari. Poi ancora la cantina da sistemare per poter "accatastare un po' di roba"; quindi i vestiti da portare nel nuovo armadio, etc. E, tra tutto questo, c'è anche la mia pallavolo, con le finali provinciali e nazionali che rubano tanto tempo, soprattutto i weekend; anche quelli finiranno e mancheranno, poi, solo 2 settimane ... azz!!! MA ce la faremo a fare tutto, lo so! Con tanta voglia di fare e tanta pazienza, arriveremo a completare tutto nel migliore dei modi ... spero!!!
giovedì 3 maggio 2007
... ma alla fine siamo Cristiani!?!
Sono sempre più sconvolto da quanto ci succede intorno. Siamo in un paese civile (o almeno penso/mi auguro) ed ogni giorno più che leggere un quotidiano, mi ritrovo a leggere un bollettino di guerra. Morti inspiegabili dovute, spero, a pazzia e non ad un mal costume che sempre più sembra prendere piedi in mezzo a noi.
La festa in piazza del 1° maggio con il grandissimo concerto di Roma, più che una festa è diventata una rivendicazione di chissà quali diritti da parte di una persona che, per delle ilari dichiarazioni, ha scatenato l’ovazione della piazza. Si, ilari perchè sembra non sapere neppure di cosa stesse parlando; ha attaccato il Papa così, probabilmente perché in questo periodo fa “figo”. Così come porta alla ribalta l’inneggiare, durante la ricorrenza del 25 aprile, alla liberazione di ex BR anziché preoccuparsi di onorare i caduti per la liberazione dell’Italia. E poi, siamo matti: chiediamo la liberazione di assassini?!? Ma dove siamo finiti, vogliamo tornare agli anni delle stragi e del rapimento Moro?
E la cosa più “strana” è che da una parte chiediamo addirittura la scarcerazione di queste persone e dall’altra vorremmo vendetta e null’altro; a cosa mi riferisco? A quanto successo a Roma. Durante la celebrazione delle esequie della giovane Vanessa uccisa in metropolitana da una coetanea, le parole di un prete, amico della famiglia, sono state: "Vi chiedo di perdonare chi si è macchiato di un crimine così assurdo. Non c'è più spazio per le parole è tempo di agire ma non con la violenza, con l'amore. L'amore, silenzioso, è fecondo, il rancore, rumoroso, uccide. Perdonando dareste una lezione a tutta Italia” La reazione della folla, però, è stata quella di gridare “Mai, ergastolo”.Ma allora, non è forse il caso di riguardarci un attimo dentro, riguardare le nostre origini, capire che, anche se non ci reputiamo dei buoni cristiani, la nostra cultura arriva proprio da lì!?! Anche la chiesa non chiede di liberare l’omicida ma solo di perdonarla e poi, la giustizia farà il suo corso … per tutti, BR comprese!
mercoledì 2 maggio 2007
Siamo proprio in Italia ...
Incredibile, davvero incredibile. Scorrendo le notizie sportive so yahoo.it leggo di un intervento televisivo di Massimo De Santis alla corte di Massimo Ravezzani. Nella trasmissione andata in onda su Antenna3, l'ormai ex arbitro racconta tutto quanto a riguardo dell'inchiesta su calciopoli. Il tutto ha dello sconvolgente, soprattutto per alcuni passaggi "Io dichiaro di non aver mai, e dico mai, parlato al telefono con Luciano Moggi e di non aver mai preso da Moggi alcuna sim straniera. Anzi. Dico di più. Ero solito parlare abitualmente con altri dirigenti calcistici" Nessuno a questa affermazione ha pensato di domandare quali fossero i dirigenti chiamati in causa salvo poi leggere una domanda contenuta in una mail di un tifoso juventino "Quali erano questi dirigenti?"; e la risposta di De Santis "Mi sentivo spesso con Facchetti e Meani. Con Giacinto Facchetti avevo un buonissimo rapporto e devo dire che lui in parecchie circostanze è stato molto ossessivo" Rimando poi, ha chi lo desiderasse, la lettura del pezzo originale. Tutto questo fa pensare PERCHE' nessuno dei grossi quotidiani abbia pubblicato questa notizia ... era uno scoop oserei dire "galattico" ...!!! Soprattutto perchè, come risale da un'intervista rilasciata dallo stesso De Santis alla trasmissione Matrix, l'arbitro si dichiara di fede interista! Non voglio discutere sul fatto che queste dichiarazioni siano vere o meno, ma che qualcuno si degni di approfondire, sia dal punto di vista giornalistico (riferendomi alle grandi testate), sia dal punto di vista giudiziario.
Ma siamo in Italia e, come diceva qualcuno di nerazzurro questa estate, finirà tutto a tarallucci e vino!!!
martedì 1 maggio 2007
Un campionato di provincia, in un Paese di provincia
Dopo la disfatta della Roma, a Manchester, l'impresa del Milan a Monaco (speriamo continui con il Manchester), ha "salvato" la presenza delle squadre italiane nelle coppe europee. (Sparite, tutte le altre, non solo dalla Champions ma anche dalla Uefa). Ma nessuno, ormai, (non solo per questo e non solo da oggi) può sostenere che il nostro campionato " è il più bello del mondo".
Diciamolo pure: è modesto. Mediocre. Suscita emozione solo quando, a volte (comunque troppe), diventa un campo di battaglia. Non è da ieri che il nostro calcio è diventato così brutto. Però mai è stato tanto evidente. Nonostante la vittoria ai mondiali. (O forse anche per questo: dopo la fiammata, la notte è apparsa più fonda). "Calciopoli" non è passata invano. (Anzi, non è ancora passata, viste le iniziative della Procura di Napoli). Ha lasciato macerie sparse. Senza, peraltro, realizzare il "riscatto" promesso. Il piano di risanamento, che all'inizio prometteva la palingenesi, in pratica si è risolto nella condanna della sola Juventus. "Madre di tutti i mali del calcio", insieme al padre ignobile: Luciano Moggi. Come se il resto, intorno, fosse pulito.
Così, è stata distrutta la roccaforte di Moggiopoli, capitale di Calciopoli. Ma l'opera di ricostruzione non ha migliorato le cose. A sentire Guido Rossi, chiamato neppure un anno fa a salvare questo mondo, anzi, è successo il contrario. Come dimostra, la morale e la legalità continuano a latitare. Nonostante l'esilio dell'Unica Grande Colpevole. In compenso, il nostro calcio è diventato triste. Grigio. Una commedia senza brividi e senza un protagonista o un antagonista vero, in grado di suscitare la passione, il sentimento e il risentimento del grande pubblico. Questo è il problema. Insieme alla Juventus è stato "rimosso" dalla serie A il 40% dei "tifosi"
(e io fra essi; lo preciso, per onestà. Perché chi volesse accusarmi di faziosità, in questo caso, avrebbe perfettamente ragione) E si è levato di mezzo, al contempo, il bersaglio del risentimento per un'altra metà (indagine laPolis per liMes del 2005). Anche per questo il calcio italiano è diventato di serie B.
- Non soltanto perché "disperdere" la Juventus ha significato disperdere molti dei suoi giocatori, molti fuori dall'Italia.
- Non soltanto perché in questo modo si è abbassata la qualità generale del campionato. Con una sola squadra in grado di agire sul mercato: l'Inter. (Da tempo, ormai, il petrolio rende molto più delle automobili). Dominatrice in Italia, smarrita in Europa. D'altronde, è difficile diventare competitivi in un ambiente poco competitivo, com'è oggi il campionato italiano.
- Ma anche, soprattutto, perché, spingendo la Juve dalla ribalta al retroscena, le luci della ribalta si sono affievolite, condannando i sopravvissuti alla penombra. Io, ad esempio, (come molti tifosi bianconeri, immagino) quest'anno seguo distrattamente la serie A.
Ho "liberato" le domeniche e i sabati pomeriggio lo erano già, quindi ... Anche così si spiega il calo del pubblico che segue le partite di A negli stadi, ma anche in TV; sulle reti "in chiaro", satellitari e attraverso il pay per view. E ai militanti del partito antibianconero (milioni e milioni), che ritengono naturale e giusto "rimuovere" la Juve.
Come arrestare i ladri, i mafiosi, i corruttori, i prepotenti. Quasi che in Italia tutto avvenisse normalmente. A loro, vale la pena di rammentare. Uno spettacolo senza il protagonista, buono o cattivo che sia, "Il Padrino" senza il "padrino", Zorro senza "zorro", la politica italiana senza Berlusconi e/o Prodi.
Il campionato italiano con l'Inter, ma senza la Juve. Questa rappresentazione da teatro di quartiere (oltre ai tifosi nerazzurri - il 20% del totale - che verranno sospettati dal rimanente 80% di aver conquistato un altro scudetto "minore"): a quanti interessa? Che passione può suscitare? Chissenefrega?!?
(e io fra essi; lo preciso, per onestà. Perché chi volesse accusarmi di faziosità, in questo caso, avrebbe perfettamente ragione) E si è levato di mezzo, al contempo, il bersaglio del risentimento per un'altra metà (indagine laPolis per liMes del 2005). Anche per questo il calcio italiano è diventato di serie B.
- Non soltanto perché "disperdere" la Juventus ha significato disperdere molti dei suoi giocatori, molti fuori dall'Italia.
- Non soltanto perché in questo modo si è abbassata la qualità generale del campionato. Con una sola squadra in grado di agire sul mercato: l'Inter. (Da tempo, ormai, il petrolio rende molto più delle automobili). Dominatrice in Italia, smarrita in Europa. D'altronde, è difficile diventare competitivi in un ambiente poco competitivo, com'è oggi il campionato italiano.
- Ma anche, soprattutto, perché, spingendo la Juve dalla ribalta al retroscena, le luci della ribalta si sono affievolite, condannando i sopravvissuti alla penombra. Io, ad esempio, (come molti tifosi bianconeri, immagino) quest'anno seguo distrattamente la serie A.
Ho "liberato" le domeniche e i sabati pomeriggio lo erano già, quindi ... Anche così si spiega il calo del pubblico che segue le partite di A negli stadi, ma anche in TV; sulle reti "in chiaro", satellitari e attraverso il pay per view. E ai militanti del partito antibianconero (milioni e milioni), che ritengono naturale e giusto "rimuovere" la Juve.
Come arrestare i ladri, i mafiosi, i corruttori, i prepotenti. Quasi che in Italia tutto avvenisse normalmente. A loro, vale la pena di rammentare. Uno spettacolo senza il protagonista, buono o cattivo che sia, "Il Padrino" senza il "padrino", Zorro senza "zorro", la politica italiana senza Berlusconi e/o Prodi.
Il campionato italiano con l'Inter, ma senza la Juve. Questa rappresentazione da teatro di quartiere (oltre ai tifosi nerazzurri - il 20% del totale - che verranno sospettati dal rimanente 80% di aver conquistato un altro scudetto "minore"): a quanti interessa? Che passione può suscitare? Chissenefrega?!?
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