Dopo la disfatta della Roma, a Manchester, l'impresa del Milan a Monaco (speriamo continui con il Manchester), ha "salvato" la presenza delle squadre italiane nelle coppe europee. (Sparite, tutte le altre, non solo dalla Champions ma anche dalla Uefa). Ma nessuno, ormai, (non solo per questo e non solo da oggi) può sostenere che il nostro campionato " è il più bello del mondo".
Diciamolo pure: è modesto. Mediocre. Suscita emozione solo quando, a volte (comunque troppe), diventa un campo di battaglia. Non è da ieri che il nostro calcio è diventato così brutto. Però mai è stato tanto evidente. Nonostante la vittoria ai mondiali. (O forse anche per questo: dopo la fiammata, la notte è apparsa più fonda). "Calciopoli" non è passata invano. (Anzi, non è ancora passata, viste le iniziative della Procura di Napoli). Ha lasciato macerie sparse. Senza, peraltro, realizzare il "riscatto" promesso. Il piano di risanamento, che all'inizio prometteva la palingenesi, in pratica si è risolto nella condanna della sola Juventus. "Madre di tutti i mali del calcio", insieme al padre ignobile: Luciano Moggi. Come se il resto, intorno, fosse pulito.
Così, è stata distrutta la roccaforte di Moggiopoli, capitale di Calciopoli. Ma l'opera di ricostruzione non ha migliorato le cose. A sentire Guido Rossi, chiamato neppure un anno fa a salvare questo mondo, anzi, è successo il contrario. Come dimostra, la morale e la legalità continuano a latitare. Nonostante l'esilio dell'Unica Grande Colpevole. In compenso, il nostro calcio è diventato triste. Grigio. Una commedia senza brividi e senza un protagonista o un antagonista vero, in grado di suscitare la passione, il sentimento e il risentimento del grande pubblico. Questo è il problema. Insieme alla Juventus è stato "rimosso" dalla serie A il 40% dei "tifosi"
(e io fra essi; lo preciso, per onestà. Perché chi volesse accusarmi di faziosità, in questo caso, avrebbe perfettamente ragione) E si è levato di mezzo, al contempo, il bersaglio del risentimento per un'altra metà (indagine laPolis per liMes del 2005). Anche per questo il calcio italiano è diventato di serie B.
- Non soltanto perché "disperdere" la Juventus ha significato disperdere molti dei suoi giocatori, molti fuori dall'Italia.
- Non soltanto perché in questo modo si è abbassata la qualità generale del campionato. Con una sola squadra in grado di agire sul mercato: l'Inter. (Da tempo, ormai, il petrolio rende molto più delle automobili). Dominatrice in Italia, smarrita in Europa. D'altronde, è difficile diventare competitivi in un ambiente poco competitivo, com'è oggi il campionato italiano.
- Ma anche, soprattutto, perché, spingendo la Juve dalla ribalta al retroscena, le luci della ribalta si sono affievolite, condannando i sopravvissuti alla penombra. Io, ad esempio, (come molti tifosi bianconeri, immagino) quest'anno seguo distrattamente la serie A.
Ho "liberato" le domeniche e i sabati pomeriggio lo erano già, quindi ... Anche così si spiega il calo del pubblico che segue le partite di A negli stadi, ma anche in TV; sulle reti "in chiaro", satellitari e attraverso il pay per view. E ai militanti del partito antibianconero (milioni e milioni), che ritengono naturale e giusto "rimuovere" la Juve.
Come arrestare i ladri, i mafiosi, i corruttori, i prepotenti. Quasi che in Italia tutto avvenisse normalmente. A loro, vale la pena di rammentare. Uno spettacolo senza il protagonista, buono o cattivo che sia, "Il Padrino" senza il "padrino", Zorro senza "zorro", la politica italiana senza Berlusconi e/o Prodi.
Il campionato italiano con l'Inter, ma senza la Juve. Questa rappresentazione da teatro di quartiere (oltre ai tifosi nerazzurri - il 20% del totale - che verranno sospettati dal rimanente 80% di aver conquistato un altro scudetto "minore"): a quanti interessa? Che passione può suscitare? Chissenefrega?!?
(e io fra essi; lo preciso, per onestà. Perché chi volesse accusarmi di faziosità, in questo caso, avrebbe perfettamente ragione) E si è levato di mezzo, al contempo, il bersaglio del risentimento per un'altra metà (indagine laPolis per liMes del 2005). Anche per questo il calcio italiano è diventato di serie B.
- Non soltanto perché "disperdere" la Juventus ha significato disperdere molti dei suoi giocatori, molti fuori dall'Italia.
- Non soltanto perché in questo modo si è abbassata la qualità generale del campionato. Con una sola squadra in grado di agire sul mercato: l'Inter. (Da tempo, ormai, il petrolio rende molto più delle automobili). Dominatrice in Italia, smarrita in Europa. D'altronde, è difficile diventare competitivi in un ambiente poco competitivo, com'è oggi il campionato italiano.
- Ma anche, soprattutto, perché, spingendo la Juve dalla ribalta al retroscena, le luci della ribalta si sono affievolite, condannando i sopravvissuti alla penombra. Io, ad esempio, (come molti tifosi bianconeri, immagino) quest'anno seguo distrattamente la serie A.
Ho "liberato" le domeniche e i sabati pomeriggio lo erano già, quindi ... Anche così si spiega il calo del pubblico che segue le partite di A negli stadi, ma anche in TV; sulle reti "in chiaro", satellitari e attraverso il pay per view. E ai militanti del partito antibianconero (milioni e milioni), che ritengono naturale e giusto "rimuovere" la Juve.
Come arrestare i ladri, i mafiosi, i corruttori, i prepotenti. Quasi che in Italia tutto avvenisse normalmente. A loro, vale la pena di rammentare. Uno spettacolo senza il protagonista, buono o cattivo che sia, "Il Padrino" senza il "padrino", Zorro senza "zorro", la politica italiana senza Berlusconi e/o Prodi.
Il campionato italiano con l'Inter, ma senza la Juve. Questa rappresentazione da teatro di quartiere (oltre ai tifosi nerazzurri - il 20% del totale - che verranno sospettati dal rimanente 80% di aver conquistato un altro scudetto "minore"): a quanti interessa? Che passione può suscitare? Chissenefrega?!?
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